Contaminazioni

Un fine settimana dedicato al Conservatorio di Rovigo, alle emozioni della musica e alle atmosfere che sa evocare grazie ai suoi interpreti, quello che si racchiude sotto al nome di Contaminazioni.
Come ogni Festival anche questo sarà un attimo, un solo attimo, che appare, si mostra facendosi sentire e ben presto sparisce. Ma lascia qualcosa nel cuore. In fondo anche la musica è così: inizia, si espande e si contrae, pulsa vitalità ritmica per poi distrarsi e, commuovendosi nel canto melodico, si armonizza e si distorce per poi svanire, lasciandoci però qualcosa dentro. Quale musica in questo caso? Quella dei nostri tempi e di quelli da poco trascorsi, quella studiata, eseguita, improvvisata e composta dai giovani e dai giovanissimi del Conservatorio Venezze, generazione di persone curiose di associare esperienze diverse tra loro e di combinare immagini, testi e suoni in amalgama sempre diversi e sperimentalmente nuovi. Persone mosse in primo luogo dalla ricerca dei forti valori primitivi, dal desiderio di esprimere le minime, significanti, unità essenziali della vita dell’uomo e della stessa natura che lo circonda. Il tutto coinvolgendo il centro storico della città, che diventerà teatro di concerti ed esibizioni dal vivo.
Non mancherà il sano confronto tra artisti in un concorso musicale, si riconosceranno riferimenti alla natura del Polesine e il ricordo di maestri che purtroppo ora vivono solo attraverso la memoria dei loro scritti e dei loro suoni. Questo il potere della musica: accomunare nel lavoro due dimensioni di uomini.
Durante Contaminazioni si ergerà la cattedrale dell’emozione della bellezza di suoni che si sono venuti a formare nella grande sintesi storico-geografica occidentale e afro-americana, nel connubio tra le diverse arti e in quello tra performance artistica ed evoluzione scientifica e tecnologica.
Il tutto per far vibrare negli ascoltatori la magia di un semplice intervallo musicale, a imperituro ricordo di quel piccolo Festival di una città di provincia, che apparve e scomparve in un tratto infinitesimo della nostra storia, ma prezioso granello di sabbia che conserveremo sempre nella valigia dei nostri viaggi.