Categoria: Contaminazioni

Musica, Cervello e Movimento

Musica, Cervello e Movimento è un incontro che mette in evidenza come la musica possa facilitare il recupero di funzioni motorie compromesse e promuovere il benessere psico-emotivo in persone affette da disturbi neurologici, in particolare quelle affette dal morbo di Parkinson. Ad oggi le terapie disponibili non permettono di ottenere la guarigione dal Parkinson, patologia neurodegenerativa a evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge principalmente alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell’equilibrio. Negli ultimi anni è cresciuta l’evidenza scientifica della necessità di affiancare alle terapie oggi disponibili approcci non farmacologici, per sostenere la persona in percorsi riabilitativi e di cura. Tra questi c’è la musicoterapia. Tra le principali difficoltà riscontrate in pazienti malati di Parkinson si evidenziano difficoltà motorie che rendono problematico camminare: regolare la lunghezza dei passi, da cui risulta un disturbo di coordinazione ritmica del movimento. Tale difficoltà può essere superata adottando alcuni “trucchi”. Questi accorgimenti, se eseguiti più e più volte, creano un senso di timing interno che, una volta consolidato nella mente del paziente, può riprodursi anche nella vita quotidiana, aiutando a correggere posture e movimenti sbagliati legati al decorrere della patologia. Al tempo stesso, un’attività di gruppo favorisce nel paziente la capacità di accettare la propria condizione fisica e a condividerla con gli altri.
A seguito dell’intervento del Professor Granieri, Neurologo dell’Università degli studi di Ferrara, una dimostrazione pratica dell’attività motoria sarà messa in scena con un gruppo di pazienti affetti dal Morbo di Parkinson – che già frequentano i laboratori di musica e movimento, organizzati dalla UISP di Ferrara e tenuti dalla dottoressa in Scienze Motorie Giulia Brugnoli – e supportata da musiche suonate dal vivo dai musicisti del Conservatorio.
L’incontro si terrà domenica 13 maggio alle ore 15.00 presso il Ridotto del Teatro Sociale, all’interno del Festival Contaminazioni.

Sta per iniziare Contaminazioni

È forse capitato a diverse persone appassionate di musica e desiderose di cultura di ascoltare, a inizio primavera, una pubblicità su un canale radio nazionale sui giovani talenti internazionali della musica classica. Lo stupore con il quale tale annuncio è dato suscita l’idea di una grande rarità del fenomeno: che ci siano cioè nel 2018 interpreti giovani, un po’ meno giovani e giovanissimi che affrontano i grandi repertori del passato e del secolo da poco concluso in platee mondiali di ampio respiro che li accolgono con un tifo sportivo.
Questo desiderio di fare musica, di creare musica, di eseguire musica, è invece capillarmente ben vivo nelle oltre settanta istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale, ognuna delle quali racchiude centinaia di giovani desiderosi di farsi nella propria vita messaggeri di tante tipologie di musica. E tra queste tipologie sono ormai superate barriere e pregiudizi; esse si confrontano tra loro e si scoprono punti di contatto di straordinaria contaminazione al di là delle diverse coordinate spazio-temporali che dall’arte di improvvisazione dell’età barocca e della cadenza solistica del classicismo si collega al jazz, strutturato prevalentemente sull’improvvisazione, cioè sul continuo far rivivere un testo secondo ricchezze di virtuosismo e di ricerca timbrica sempre nuova, pur se sviluppata ad arte. È forse proprio questa libertà di ricerca e di espressione che avvicina i giovani al jazz, nel ricordare standard del passato in una luce soggettivamente e ad ogni esecuzione originariamente e originalmente nuova e quindi preziosamente unica.
Questo desiderio di costruzione spinge anche i giovani a riprendere la matita, ovvero il computer, in mano per generare nuove strutture compositive partendo dai minimi elementi essenziali dell’arte dei suoni per dirigerli in combinazioni armoniche e melodiche, ritmiche e timbriche, strutturali e di contaminazione con tutto ciò che c’è oltre l’universo sonoro, in opere d’arte originali dotate di freschezza giovanile, dopo un reset che profuma di ciò che di più prezioso ha la vita, la Bellezza della semplicità e della purezza, naturalmente raccontata con tutti i mezzi di cui è dotata la nostra contemporaneità.
Ecco perché ancor oggi un Conservatorio di musica di provincia accoglie oltre quattrocento iscritti ai corsi di strumento e di canto, più di duecento iscritti ai corsi di jazz e pop e sessanta iscritti ai corsi compositivi per oltre settecento studenti in totale.

Contaminazioni

Un fine settimana dedicato al Conservatorio di Rovigo, alle emozioni della musica e alle atmosfere che sa evocare grazie ai suoi interpreti, quello che si racchiude sotto al nome di Contaminazioni.
Come ogni Festival anche questo sarà un attimo, un solo attimo, che appare, si mostra facendosi sentire e ben presto sparisce. Ma lascia qualcosa nel cuore. In fondo anche la musica è così: inizia, si espande e si contrae, pulsa vitalità ritmica per poi distrarsi e, commuovendosi nel canto melodico, si armonizza e si distorce per poi svanire, lasciandoci però qualcosa dentro. Quale musica in questo caso? Quella dei nostri tempi e di quelli da poco trascorsi, quella studiata, eseguita, improvvisata e composta dai giovani e dai giovanissimi del Conservatorio Venezze, generazione di persone curiose di associare esperienze diverse tra loro e di combinare immagini, testi e suoni in amalgama sempre diversi e sperimentalmente nuovi. Persone mosse in primo luogo dalla ricerca dei forti valori primitivi, dal desiderio di esprimere le minime, significanti, unità essenziali della vita dell’uomo e della stessa natura che lo circonda. Il tutto coinvolgendo il centro storico della città, che diventerà teatro di concerti ed esibizioni dal vivo.
Non mancherà il sano confronto tra artisti in un concorso musicale, si riconosceranno riferimenti alla natura del Polesine e il ricordo di maestri che purtroppo ora vivono solo attraverso la memoria dei loro scritti e dei loro suoni. Questo il potere della musica: accomunare nel lavoro due dimensioni di uomini.
Durante Contaminazioni si ergerà la cattedrale dell’emozione della bellezza di suoni che si sono venuti a formare nella grande sintesi storico-geografica occidentale e afro-americana, nel connubio tra le diverse arti e in quello tra performance artistica ed evoluzione scientifica e tecnologica.
Il tutto per far vibrare negli ascoltatori la magia di un semplice intervallo musicale, a imperituro ricordo di quel piccolo Festival di una città di provincia, che apparve e scomparve in un tratto infinitesimo della nostra storia, ma prezioso granello di sabbia che conserveremo sempre nella valigia dei nostri viaggi.